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martedì 1 settembre 2015

Approvazione del POR FESR VENETO: il riassunto negli obiettivi prioritari e nelle allocazioni economiche.



Con comunicazione di un qualche giorni fa (18 Agosto 2015, per la precisione), la Comunità Europea ha approvato il POR FESR del Veneto.
Come sapete si tratta di fondi FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) che ogni regione realizza mixando le priorità definite dalla Commissione Europea per la programmazione in corso e gli adeguamenti nazionali, con specifiche richieste locali (Regionali, appunto) derivanti dal contesto e dalla situazione socio – economica locale (in questo caso della Regione Veneto).
Con questa approvazione si conclude l’iter programmatorio per il periodo 2014 – 2020. Ora bisognerà attendere che la macchina burocratica Regionale faccia i passi necessari per arrivare ai Bandi Regionali.
Sono quindi stati sbloccati 600 milioni di euro (Per l’intero periodo 2014 – 2020) per investimenti strutturali nella Regione del Veneto, di questo 300 milioni sono finanziati dall’Unione Europea.

Come dicevo questo documento definisce programmazione e obiettivi della politica Veneta in questo periodo di programmazione. E i soldi, sono a noi (Veneto) destinati. Si potrebbe dire basta spenderli. Ma ricordiamoci che nonostante alcune buone performances, siamo MAI riusciti a spendere integralmente le dotazioni ottenute e al Veneto destinate.
Non essendoci, ad oggi, 1 Settembre 2015 nessun bando esecutivo relativo a questi fondi, vi elenco in maniera sintetica a quali obiettivi fanno riferimento.

Comparazione degli obiettivi generali europei con le % di raggiungimento di quelli nazionali e della programmazione della Regione Veneto. 

Crescita intelligente: per sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione, l’UE mira altresì a raggiungere un 40% di laureati o con titolo equivalente tra i giovani dai 30 ai 34 anni. L’Italia non raggiunge la media europea e mira a un target del 26-27% nel 2020, mentre il Veneto si ferma ad un 21,4% (2012) - sotto alla media nazionale pari al 21,7% (2012) - tuttavia in crescita rispetto al 16,1% del 2005.

Crescita sostenibile: per quanto riguarda l’obiettivo europeo di ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990, il Veneto contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo nazionale che mira a ridurre le emissioni di gas serra del 13% rispetto al 2005. Per la sostenibilità della crescita vengono inoltre proposti gli obiettivi dell’aumento del 20% dell'efficienza energetica e del raggiungimento del 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili; il target (nazionale) per quest’ultimo obiettivo è fissato al 17% per l’Italia e al 10,3% per il Veneto.
       
Crescita inclusiva: La crescita inclusiva promuove un alto tasso di occupazione e il target europeo mira a un tasso di occupazione del 75% tra i 20 e i 64 anni. L’Italia mira a raggiungere nel 2020 il 67/69% di occupazione, percentuale su cui si attesta già ora il Veneto.

Capacità innovativa: il Veneto si colloca tra i “moderate innovators” secondo il Regional Innovation Scoreboard 2014 della CE: “sistema territoriale che opera in un regime inferiore alla media UE ma che dispone di punti di forza, quali l’innovazione non basata su R&S, e che in generale utilizza tecnologie e sistemi innovati già sviluppati da altri”.
Per un’analisi di contesto dei distretti si rimanda al documento RIS3 della Regione del Veneto.
La capacità innovativa del Veneto — data dal rapporto fra la spesa pubblica e privata per R&S ed il prodotto regionale — è al di sotto della media italiana (1,07%, 2012) e ancora molto lontana dagli obiettivi per l’Italia di UE 2020 (1,53%). Incide negativamente, in particolare, la bassa percentuale della spesa pubblica in R&S sul PIL (0,3%). Viceversa la Regione Veneto si caratterizza per peculiarità positive costituite dall’elevato peso della spesa per R&S privata rispetto alla spesa complessiva (67,2%, 2011) e dall’elevata accelerazione fatta registrare dall’indicatore negli ultimi 5 anni. La maggiore quota di investimenti in R&S è riconducibile al comparto manifatturiero (72% della spesa).

Situazione digitale: pur occupando uno dei primi posti in Italia, il Veneto non conferma la sua capacità se confrontata con l’Europa, a causa di un ritardo strutturale italiano.
A livello regionale, i dati sulla copertura del servizio di banda larga di base (almeno 2 Mbps) presentano una copertura della popolazione compresa tra il 95-100% (Rapporto Caio, 2014) mentre, all’inizio del 2014, la copertura del servizio a banda larga a 30 Mbps è pari indicativamente al 7,56% della popolazione del Veneto, in particolare residente nei principali Comuni della Regione (2013, MiSE).
Due famiglie venete su tre dispongono di una connessione internet, rispetto al 61% in Italia, con una crescita sostenuta negli ultimi anni superiore a quella nazionale. La quasi totalità delle imprese venete con più di 10 addetti operanti nei settori industria e servizi dispone di PC (99%) e conta sulla diffusione della banda larga (96,2%) (2014).
Per quanto riguarda la copertura della popolazione con banda ultra larga (almeno 100Mbps) il dato in Veneto è pari allo 0,05% (2013, MiSE): ovvero vi sono pochissime aree del territorio del Veneto coperte con questa velocità di connessione. L’assenza di copertura con banda ultra larga rappresenta un punto di debolezza, soprattutto per gli insediamenti produttivi.

Secondo il documento approvato la Regione ha ideato e proposto una strategia (S3) che viene descritta da queste parole che riporto integralmente:
Strategia di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente” (S3) in corso di avanzata elaborazione da parte della Regione Veneto. Si tratta dell’agenda per lo sviluppo socio-economico del territorio, integrata e place – based  finalizzata a valorizzare gli ambiti produttivi di eccellenza tenendo conto del posizionamento strategico territoriale e delle prospettive di sviluppo in un quadro economico globale, identificare i vantaggi competitivi e le specializzazioni tecnologiche più coerenti con il potenziale di innovazione regionale su cui concentrare le risorse, mettere a sistema oltre ai principali stakeholder (imprese, istituzioni della conoscenza, policy makers) anche le politiche di ricerca e innovazione al fine di accrescere il patrimonio di conoscenze e diffondere i vantaggi dell'innovazione nell'intera economia regionale, grazie ad un vero e proprio percorso di entrepreneurial discovery”
In questo contesto, sia la Commissione UE che la conferenza delle Regioni hanno identificato un insieme di “Driver” fondamentali per raggiungere gli obiettivi prefissati: il digitale e l’ICT sono un fattore di innovazione congiunto dei processi economici (sviluppo della capacità produttiva ICT-based, economia della conoscenza, start-up innovative…), dei processi sociali (cittadinanza digitale, innovazione sociale, crowdsourcing e crowdfunding), così come dei processi istituzionali e amministrativi (e-government e open government, framework di interoperabilità…).

A seguire il documento del POR FESR VENETO individua 4 aree di specializzazione e sette Assi prioritari. Sono aree di specializzazione:
a) Il settore dell’Agrifood (riferendosi ad esempio alla micro ricettività culinaria diffusa e alla produzione di vini di qualità)
b) Il settore della Creatività (riferendosi ad esempio al Distretto calzaturiero della Riviera del Brenta, all’area dello “sport system” di Asolo e Montebelluna, al Distretto bellunese dell’occhialeria, al Distretto orafo di Vicenza e al Distretto Vicentino della concia…)
c) Il settore della Smart Manifacturing include la componentistica meccanica e la meccanica
strumentale (meccatronica) che rappresentano due settori di una specializzazione più ampia,
con forti interdipendenze.
d) Il settore della Sustainable Linving riguarda sia le caratteristiche della struttura esterna delle abitazioni e più ingenerale delle costruzioni che le modalità di fruizione degli spazi interni. Ne fanno parte ilsettore delle costruzioni nelle sue varie articolazioni, i produttori di materiali e impianti, l’industria dell’arredamento con la sua tipica organizzazione distrettuale.

Elenchiamo quindi gli assi prioritari, gli Obiettivi Tematici (OT) prioritari identificati e l’allocazione finanziaria per ogni OT


Asse 1 – Ricerca, Sviluppo tecnologico e Innovazione (con riferimento all’OT 1)
Asse 2 – Agenda Digitale (con riferimento all’OT 2)
Asse 3 – Competitività dei Sistemi produttivi (con riferimento all’OT3)
Asse 4 – Energia sostenibile e Qualità della vita (con riferimento all’OT 4)
Asse 5 – Rischio sismico ed idraulico (con riferimento all’OT 5)
Asse 6 – Sviluppo Urbano Sostenibile (con riferimento agli OT 2, 3, 4 e 9).
Asse 7 – Capacità amministrativa e istituzionale (con riferimento all’OT 11)


Asse 1 - Ricerca, Sviluppo tecnologico e Innovazione (103.479.552,00 €)
- Rafforzare e qualificare le infrastrutture di ricerca pubbliche e private in termini dicreazione di nuovi laboratori, miglioramento degli impianti esistenti e della strumentazione scientifica delle strutture di ricerca (Atenei, imprese, strutture per l’innovazione e il trasferimento tecnologico), e realizzazione di centri di competenza per la fornitura di servizi trainanti in grado di favorire le ricadute della conoscenza sul sistema produttivo regionale.
- Promuovere gli investimenti delle imprese in ricerca e innovazione attraverso il sostegno
all’inserimento nel sistema produttivo di capitale umano altamente qualificato (ricercatori, personale tecnico altamente specializzato, …).
- Sostenere l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale da parte di micro, piccole e medie imprese.
- Promuovere lo svolgimento di attività di R&S da parte delle imprese anche in forma aggregata, anche mediante partnership Centri di ricerca – imprese.
- Supportare la creazione e il consolidamento di start-up innovative ad alta intensità di conoscenza e le iniziative di spin-off della ricerca in ambiti in linea con le strategie di specializzazione intelligente.

All’interno di questi obiettivi viene scelto come prioritario l’
OT 1 - "Rafforzare la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione” entro il quale vengono identificate due azioni prioritarie”:
a) Potenziare l’infrastruttura per la ricerca e l’innovazione e le capacità di sviluppare l’eccellenza delle R&I e promuovere centri di competenza, in particolare quelli di interesse europeo; (€ 30.000.000,00 €)
b) promuovere gli investimenti delle imprese nell'innovazione e nella ricerca e sviluppare collegamenti e sinergie tra imprese, centri di R&S e istituti di istruzione superiore, in particolare lo sviluppo di prodotti e servizi, il trasferimento di tecnologie, l'innovazione sociale, l'ecoinnovazione, le applicazioni nei servizi pubblici, la stimolazione della domanda, le reti, i cluster e l'innovazione aperta attraverso la specializzazione intelligente, nonché sostenere la ricerca tecnologica e applicata, le linee pilota, le azioni di validazione precoce dei prodotti, le capacità di fabbricazione avanzate e la prima produzione, soprattutto in tecnologie chiave abilitanti e la diffusione di tecnologie con finalità generali; (73.479.252,00 €)


Asse 2 - Agenda digitale (68.986.368,00 €)
- sostegno alla diffusione della banda ultra larga (velocità di connessione ad almeno 30 Mbps) in modo da soddisfare la domanda crescente da parte della popolazione e delle imprese di servizi di nuova generazione;
- razionalizzazione dei Data Center Pubblici sia in una ottica di riduzione della spesa pubblica nel campo delle TIC che in vista di un ammodernamento delle infrastrutture di servizio della pubblica amministrazione;
- promozione e qualificazione dell’offerta di servizi interattivi e di e - government da parte degli Enti Pubblici;
- sostegno alla interconnessione delle banche dati attraverso la promozione all’adesione al circuito CRESCI - Servizi di cooperazione e interoperabilità;
- sostegno al processo di alfabetizzazione e inclusione digitale di cittadini e imprese.

OT 2 – “Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nonché l’impiego e la qualità delle medesime.”
Le relative azioni prioritarie scelte sono:
a) estendendo la diffusione della banda larga e il lancio delle reti ad alta velocità e sostenendo l’adozione di reti e tecnologie emergenti in materia di economia digitale; (30.000.000,00 €)
b) sviluppando i prodotti e i servizi delle TIC, il commercio elettronico e la domanda di TIC; (7.500.000,00 €)
c) Rafforzando le applicazioni delle TIC per l’e-government, l’elearning, l’e-inclusione, l’e-culture e l’e-health; (31.486.368,00 €)

Asse 3 - Competitività dei sistemi produttivi (160.968.192,00 €)
- potenziare la propensione agli investimenti, anche accompagnando le imprese verso processi di riorganizzazione e ristrutturazione;
- sostenere la competitività dei sistemi produttivi territoriali, sulla scorta della nuova interpretazione dei distretti e delle reti/aggregazioni di impresa;
- ampliare i collegamenti con i mercati internazionali, fornendo gli strumenti per accedere ai nuovi mercati esteri;
- supportare la nascita e consolidamento di nuove imprese, avviando anche processi di re startup e di potenziamento dei settori tradizionali con strumenti digitali;
- migliorare l’accesso al credito e il finanziamento delle imprese, in logica anticiclica con strumenti finanziari, sia più innovativi quali il capitale di rischio (private equity, venture capital, ecc), sia più consolidati (es. fondi di rotazione, garanzie e Confidi).

OT 3 – “Accrescere la competitività delle PMI”
Azioni:
 a) promuovendo l’imprenditorialità in particolare facilitando lo sfruttamento economico di nuove idee e promuovendo la creazione di nuove aziende, anche attraverso incubatori di imprese; (25.748.864,00 €)
b) sviluppando e realizzando nuovi modelli di attività per le PMI, in particolare per l’internazionalizzazione; (104.739.776,00 €) 
c) sostenendo la creazione e l’ampliamento di capacità avanzate per lo sviluppo di prodotti e servizi; (20.000.000,00 €)
d) sostenendo la capacità delle PMI di crescere sui mercati regionali, nazionali e internazionali e di prendere parte ai processi di innovazione; (10.479.552,00 €)


Asse 4 - Energia sostenibile e qualità della vita (94.856.256,00 €)
- Miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici pubblici per un risparmio di fonti primarie di energia, riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e sostegno ad interventi che promuovano l'efficientamento energetico tramite teleriscaldamento e teleraffrescamento dando priorità a impianti da fonte rinnovabile (smartbuilding).
- Risparmio energetico nell'illuminazione pubblica tramite sistemi di regolazione automatici (sensori) e di riduzione dell'inquinamento luminoso nel territorio regionale, nell'ottica di un miglioramento dell'efficienza energetica negli usi finali e la promozione dell'energia intelligente.
- Riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti nelle strutture e nei cicli produttivi delle imprese, anche attraverso I'introduzione di innovazioni di processo e di prodotto, agevolando la sperimentazione e diffusione di fonti energetiche rinnovabili per I'autoconsumo al fine di massimizzare le ricadute economiche a livello territoriale.
- Orientamento all’autoconsumo, ovvero commisurando la dimensione degli impianti ai fabbisogni energetici e incentivando l'immissione in rete nelle aree dove saranno installati sistemi di distribuzione intelligente dell’energia (smartgrids), perseguendone la diffusione nelle aree urbane, periurbane nonché all’interno delle aree interne.
- Sistemi infrastrutturali e tecnologici di gestione del traffico e per l’integrazione tariffaria attraverso la realizzazione di sistemi di pagamento interoperabili (es. bigliettazione elettronica, infomobilità, strumenti antielusione).

OT4 – “Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori”:
Azioni
b) promuovendo l'efficienza energetica e l'uso dell'energia rinnovabile nelle imprese: (24.856.256,00 €)
c) sostenendo l’efficienza energetica, la gestione intelligente dell’energia e l’uso dell’energia rinnovabile nelle infrastrutture pubbliche, compresi gli edifici pubblici, e nel settore dell’edilizia abitativa.  (45.000.000,00 €)
d) Sviluppando e realizzando sistemi di distribuzione intelligenti operanti a bassa e media tensione;  (10.000.000,00 €)
g) promuovendo l’uso della cogenerazione di calore ed energia ad alto rendimento sulla base della domanda di calore utile.  (15.000.000,00 €)


Asse 5 - Rischio sismico e idraulico (45.990.912,00)
- mitigazione e di riduzione del rischio idrogeologico al fine di fronteggiare gli eventi alluvionali con la realizzazione di interventi strutturali nella rete idraulica principale, contribuendo ad aumentare la resilienza del territorio in funzione della prevenzione del rischio e alla protezione della popolazione esposta a rischio;
-  la messa in sicurezza sismica degli edifici strategici e rilevanti ubicati nelle aree maggiormente a rischio.

OT5 – “Promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi”;
Azioni:
b) promuovendo investimenti destinati a far fronte a rischi specifici garantendo la resilienza alle catastrofi sviluppando sistemi di gestione delle catastrofi. (45.990.912,00 €)


Asse 6 - Sviluppo Urbano Sostenibile (86.232.960,00 €)
- come fattore molto rilevante di qualità dell’ambiente urbano, viene identificato come prioritario il passaggio ad un sistema di mobilità (trasporto pubblico locale) ad alta sostenibilità per quanto riguarda emissioni ed uso dell’energia. Questo si associa ad un’azione finalizzata ad accrescere l’utilizzo del sistema pubblico della mobilità;
- il problema della qualità abitativa delle fasce escluse e marginali è ancora molto sentito nelle aree urbane del Veneto, sia come fattore di esclusione sociale che in termini di sostenibilità ambientale ed energetica. La risoluzione di questo problema costituisce un elemento importante di riequilibrio e coesione territoriale, oltre che di rigenerazione urbana, nella componente che riguarda in particolare l’inclusione sociale;
- la crisi produttiva, indotta anche dai deficit di innovazione e di capacità di agire in rete, del sistema delle piccole imprese commerciali nei centri delle maggiori città del Veneto (e in particolare nei centri storici) costituiscono un elemento di impoverimento non solo dei livelli di attività economica dei centri urbani ma della qualità della vita dei cittadini, della capacità di mantenimento della popolazione e nella capacità di attrazione di turisti e visitatori.
- Vi è la necessità di porre rimedio alla modesta capacità degli Enti locali di offrire servizi ad elevata interattività, nonché l’esigenza di elevare il livello di interoperabilità e di cooperazione applicativa tra gli enti pubblici, attualmente insoddisfacente.

OT2 – “Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché l’impiego e la qualità delle medesime”;
Azioni:
c) rafforzando le applicazioni delle TIC per l'e-government, l'e-learning, l'e-inclusion, l'e-culture e l'e-health. (11.497.728,00 €) 

OT 3 – “Competitività  dei sistemi produttivi”
b) sviluppando e realizzando nuovi modelli di attività per le PMI in particolare per l’internazionalizzazione.  (11.497.728,00 €)

OT 4 – “Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori”
e) Promuovendo strategie per basse emissioni di carbonio per tutti i tipi di territorio, in particolare le aree urbane, inclusa la promozione della mobilità urbana multimodale sostenibile e di pertinenti misure di adattamento e mitigazione.  (28.744.320,00 €)

OT 9 – “Promuovere l’inclusione sociale, combattere la povertà e ogni discriminazione”
b) sostenendo la rigenerazione fisica, economica e sociale delle comunità sfavorite nelle aree urbane e rurali.  (34.493.184,00 €)


Asse 7 - Capacità amministrativa e istituzionale ( 14.372.160,00 €)
“La Regione del Veneto intende ottenere il miglioramento della governance multilivello e delle capacità degli organismi coinvolti nella attuazione e gestione dei programmi operativi, in linea con le indicazioni dell’Accordo di Partenariato, del Position Paper sull’Italia, del PNR e delle Raccomandazioni Specifiche del Consiglio Europeo all’Italia che sottolineano l’importanza della capacità istituzionale e amministrativa, in particolare mediante il Piano di Rafforzamento Amministrativo (accompagnato dal reclutamento dedicato di personale a tempo indeterminato), in un’ottica complessiva di rafforzamento strutturale delle capacità di programmazione e gestione dei fondi SIE.”


OT 11 – “Rafforzare la capacità istituzionale delle Autorità pubbliche e delle parti interessate e un’amministrazione pubblica efficiente”:
Azioni:
a) Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica efficiente mediante azioni volte a rafforzare la capacità istituzionale e l'efficienza delle amministrazioni pubbliche e dei servizi pubblici relativi all'attuazione del FESR, affiancando le azioni svolte nell'ambito del FSE per rafforzare la capacità istituzionale e l'efficienza della pubblica amministrazione. (14.372.160,00 €)

lunedì 18 maggio 2015

Attuazione dei POR FESR regionali a poco più di sei mesi dal termine ultimo e prospettive future.





POR FESR 2014 - 2020

Una delle fonti più certe di tutto il sistema dei finanziamenti UE ai vari Stati Membri sono le erogazioni che la Commissione Europea fa in risposta alle declinazioni locali delle strategie europee. Questi documenti sono i POR (Piani Operativi Regionali). Tutte le Regioni europee eseguono, relativamente ad ogni periodo previsto di programmazione, il loro POR suddiviso per fondi, cioè ad esempio POR FSE o POR FESR.
La commissione ha la facoltà di non approvare i singoli POR Regionali, sulla base di rilievi di vario tipo evidenziati sulle proposte regionali. E quindi di richiedere, miglioramenti, spiegazioni, integrazioni ecc. Di norma questo processo porta a ritardi intorno ai sei mesi.

Quando questo processo è concluso, i soldi previsti, vengono erogati e sono nella disponibilità Regionale. La Regione beneficiaria, come previsto nel POR approvato, cofinanzia le azioni con risorse proprie, raddoppiando il budget.
A questo punto le varie amministrazioni Regionali una parte (piccola) la spendono su progetti definiti “a Regia Regionale”, ossia di interesse primario dove il leader partner è la Regione, ed il resto li distribuisce in svariate call già elencate nella redazione del POR.
Il POR FESR è sicuramente di interesse notevole in quanto è quello finalizzato a opere e interventi strutturali. PMI, mobilità, costruzioni, manufatturiero ecc… sono settori che fra gli altri beneficiano di questi soldi.
Ossia, che “potrebbero” beneficiare di questi soldi. Perché nemmeno questi riusciamo a spenderli tutti.

Il nuovo POR FESR  2014 – 2020 VENETO è stato proposto alla UE con una richiesta di finanziamento UE, esclusiva per il Veneto, di 300 milioni di Euro  A questa farà da cofinanziamento una uguale erogazione e destinazione di fondi da parte dell’amministrazione Regionale del Veneto. (per uno stanziamento totale di circa 600 milioni di euro).

In questa proposta, seguendo le direttive UE e i modelli proposti, ha elaborato un documento specifico con un percorso partecipativo, chiamato RIS3, che descrive la Smart Specialisation Strategy ossia la strategia per la ricerca e l’innovazione della Regione del Veneto (che ragiona e si riferisce a circa 167 milioni di Euro del totale stanziamento UE, in riferimento a 2 degli assi prioritari, rispetto al totale di 11 presentati da modello della commissione UE).
Attraverso un percorso partecipato di “tavoli di concertazione”e di workshop con diversi stakeholders regionali con tutte le categorie, la Regione ha elaborato alcuni obiettivi espressi in questa strategia:

• potenziare e rendere più efficace il sistema di innovazione regionale
• incrementare l’attività di ricerca e innovazione nelle imprese
• aumentare l’incidenza delle specializzazioni produttive e innovative nel sistema economico
regionale
• favorire le forme di aggregazione tra imprese e soggetti della ricerca, nonché sostenere
servizi per l’innovazione a favore di imprese e cittadini
• Incrementare le attività di ricerca applicata .

Agroalimentare, Manifatturiero, Creatività, Vita sostenibile sono quattro macroaree di intervento nei quali, secondo il lavoro dei tecnici regionali, verranno ad agire KETs e driver d’innovazione.

Secondo il nuovo schema ogni regione doveva presentare, unitamente ad una proposta con evidenti parametri di partecipazione (“dal basso”), anche una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) che assicurasse la sostenibilità ambientale delle azioni previste e finanziabili nel POR FESR 2014 – 2020.


Tempi del POR FESR 2014 - 2020 Veneto.

Dal sito della Regione del Veneto http://partenariato.regione.veneto.it/ 
“LA FASE DI NEGOZIATO CON LA COMMISSIONE EUROPEA
A seguito delle osservazioni trasmesse dalla Commissione Europea il 21/10/2014 sulla proposta di POR FESR 2014-2020 presentata dalla Regione del Veneto e inviata formalmente  il 21/07/2014, si è aperta la fase di negoziazione, che coinvolge anche i competenti Ministeri e che porterà alla modifica del testo e alla sua successiva approvazione con decisione della Commissione Europea.
 L’Autorità di Gestione, autorizzata dal Consiglio Regionale su proposta della Giunta, come prescritto dalla Legge Regionale 20/2011, sta conducendo tale negoziato necessariamente nel rispetto della linea politica che ha portato alla definizione degli obiettivi e delle strategie della proposta di POR, già delineati e condivisi con il partenariato regionale. Un primo incontro con i referenti della Commissione Europea e del Ministero dell’Economia e delle Finanze si è tenuto a Venezia il giorno 11/11/2014, a cui sono seguiti numerosi contatti e scambi di informazioni.
 L’Autorità di Gestione  prevede di inviare entro fine gennaio/inizio febbraio una prima ipotesi di revisione del POR FESR 2014-2020 (quella descritta in questo post ndr) con l’obiettivo di pervenire all’approvazione da parte della Commissione Europea nel secondo trimestre del 2015.” 
Cioè plausibilmente entro Giugno 2015.

In maniera assolutamente personale, ipotizzo, se non a fronte di innovativi sforzi della futura nuova giunta Regionale, qualunque orientamento politico avrà, che, ricevuta una “probabile” approvazione dalla UE entro giugno 2015, i primi bandi operativi e le prime call regionali non saranno on line prima di Gennaio 2016, (valutando che occorrono cinque o sei mesi per preparare i bandi) e cioè con due anni di ritardo rispetto al programma 2014 – 2020. “

Situazione delle altre regioni del nord Italia.

Regione Lombardia: con decisione C(2015) 923 final del 12 Febbraio 2015 la UE ha approvato il POR FESR 2014 – 2020 Lombardia che prevede lo stanziamento di 485,2 milioni di Euro, ed una medesima cifra stanziata dalla Regione Lombardia, per un totale di 970,4 Milioni di Euro.

Regione Piemonte: con Decisione di Esecuzione CCI 2014IT16RFOP014 del 12 Febbraio 2015, la UE approva il POR FESR Piemonte. Lo stesso ha una dotazione finanziaria totale di circa 907 milioni di Euro, di cui il 50% stanziati dalla UE e il 50% stanziati dalla Regione Piemonte.

Regione Autonoma Valle d’Aosta: ha previsto uno stanziamento ue per un ammontare di 32.175.000 euro di finanziamento dalla UE e quindi per un monte di spesa del doppio (64 milioni).  Il suo POR FESR è stato approvato dalla Commissione UE il 13 Febbraio 2014. 

Regione Liguria: il POR FESR Liguria, che ha come il Veneto le elezioni del consiglio Regionale il 31 Maggio, ha però già visto approvato dalla UE il proprio POR FESR 2014 2020. Lo stesso vede una cifra stanziata pari a 392 milioni di euro (metà corrispondono al contributo UE).
La Regione Liguria ha emesso il primo bando POR FESR 2014 2020 il 29 aprile 2015.

Regione Emilia Romagna:  con la decisione CCI 2014 IT 6RFOP008 del 12 Febbraio 2015 la UE stanzia, contestualmente ad un importo di pari entità della Regione Emilia Romagna, 481 milioni di euro (totale circa 963 milioni di Euro) per il periodo 2014 – 2020 del POR FESR.

La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha presentato alla UE un piano PO FESR 2014 -2020 per un totale di 230 milioni di euro, circa. Di questa cifra attende l’approvazione UE per il finanziamento a fondo perduto della metà. Attualmente ancora la Regione non ha ricevuto la necessaria approvazione.

Regione Trentino Alto Adige: Provincia di Trento: ha realizzato un modello S3 come il Veneto sulla base di indicazioni UE (ancora da concludere) e ha ricevuto l’approvazione del proprio piano POP FESR il 12 Febbraio 2015 per uno stanziamento totale di circa 108 milioni dalla UE  (cifra comprensiva anche del cofinanziamento dell’amministrazione provinciale di TN). La provincia di Bolzano ha anche lei il suo POP Fesr approvato per un totale di circa 136 milioni di euro.

Come riflessione finale, possiamo dire che non siamo riusciti, come sistema Regione Veneto, ossia in tutte le sue componenti, a spendere tutte le risorse a disposizione del periodo 2017 – 2013, e, anche se avremo tempo fino al 31 dicembre 2015, con le elezioni diventa tutto estremamente complesso.
La media Europea di spesa è intorno al 61%, (dato 2014) con picchi come la Lituania che ha speso l’80,1% delle risorse a sua disposizione. Sempre nel 2014 la media di spesa Italiana si attestava intorno al 45% di spesa delle risorse disponibili come somma dei vari POR FESR regionali. Abbiamo migliorato un po’ la % portandoci intorno al 52% (dato di qualche mese fa), ma ancora lontani da risultati auspicabili.
Ad oggi la situazione è che entro il 31 dicembre 2015 il sistema Italia ha ancora 12 miliardi da spendere e rendicontare (dati elaborati CGIA Mestre e Governo) della programmazione 2007 – 2013 (PON compresi), cosa che sarà assai difficoltosa, 
E questo anche se siamo anche capaci di performance superiori alla media europea di spesa: la prima regione in Italia con maggiore capacità di spesa dei fondi POR FESR è la regione Emilia Romagna che Luglio 2014 ha certificato (con controllori dei conti accreditati) la spesa del 72,59% delle proprie disponibilità relative al periodo 2007 - 2013.

Partiamo “con handicap” con la programmazione 2014 - 2020 (che avrà anche lei due anni di proroga alla fine) con quasi due anni di ritardo sull’inizio previsto di spesa (1 gennaio 2014) che altre nazioni europee hanno rispettato.

Ma cosa succede se non li spendiamo tutti?
Dall’articolo 93 del regolamento 2006 cito:
“La Commissione procede al disimpegno automatico della parte di un impegno di bilancio connesso ad un programma operativo […] per la quale non le è stata trasmessa una domanda di pagamento ai sensi dell'articolo 86, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello dell'impegno di bilancio nell'ambito del programma”.
Conosciuto come articolo del “disimpegno automatico”. 
Tradotto, quelli che non riusciamo a spendere, per legge approvata, entro il 31 dicembre di due anni seguenti la fine del programma (per il 2007 – 2012, appunto il 31 dicembre 2015) ce li tolgono. E non li re-impegnano nelle successive programmazioni. Al netto di accordi politici o di richieste particolari sulle quali la UE eventualmente può decidere.

Resta a tutta la società civile, unitamente alle PA, pur considerando i vincoli amministrativi e le difficoltà burocratiche, fare ogni sforzo possibile per recuperare il tempo perduto. Perché, se è possibile che il “sistema di governo” abbia avuto qualche problema, è anche vero che l’incapacità dei soggetti beneficiari della nostra Regione di presentare progetti validi e credibili e di spendere correttamente  è ancora troppo alta.
E questa è una responsabilità di tutti. Innovazione, miglioramento, coraggio sono le qualità che dovremmo sviluppare oltre al coinvolgimento di professionisti validi. Queste qualità avranno uno sviluppo se si prendono direzioni che abbandonano le strade del campanilismo e aprono ai network e alla condivisione. E’ tempo di cambiare modello e di crescere in maniera sostenibile e migliorando socialmente, di cercare obiettivi condivisi e di lasciare la paura in un cassetto. Specialmente per il Veneto: la regione con un numero di microimprese superiore a tutte le regioni del mondo. Mani e cuore. Mettiamoci anche un po’ di testa. E inoltre cominciamo a pensare ora ai progetti, quando arriveranno i bandi, sarà utile essere già pronti.
Nei prossimi post, vi riassumerò il contenuto del POR FESR Veneto 2014 - 2020 e i relativi possibili bandi futuri. 
Stay tuned!!!!